Avvocati: sulla tempestività dell'istanza di rinvio per legittimo impedimento

La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione nella sentenza n. 26766/2021 chiarisce le modalità con cui il difensore è tenuto a comunicare il legittimo impedimento a comparire all'udienza per un precedente impegno professionale.

Il caso: Il difensore del ricorrente in Cassazione avverso la sentenza della Corte di appello eccepiva la nullità del giudizio di appello con riferimento all'ordinanza con la quale la Corte territoriale aveva respinto l'istanza di rinvio presentata dal difensore per legittimo impedimento; il legale rilevava che:

  • la considerazione della Corte territoriale per cui l'istanza, pervenuta solo il giorno prima dell'udienza e relativa a un impedimento conosciuto da almeno due mesi, sarebbe stata tardiva, infatti, contravverrebbe allo stesso fine cui vorrebbe fare riferimento, cioè la necessità di evitare il rinvio;

  • nel caso di specie, d'altro canto, il difensore si era adoperato sino all'ultimo momento utile per reperire un sostituto processuale per uno dei due impegni professionali e per questo, solo quando aveva dovuto desistere, aveva trasmesso l'istanza con la quale ha richiesto il rinvio.

    La Corte di Cassazione, nel dichiarare manifestamente infondata la censura, osserva quanto segue:

    a) l'obbligo di comunicare prontamente, ex art. 420 ter, comma quinto, cod. proc.pen., il legittimo impedimento a comparire, per concorrente impegno professionale, si intende puntualmente adempiuto dal difensore quando questi, non appena ricevuta la notificazione della fissazione dell'udienza nella quale intenda far valere il legittimo impedimento, verifichi la sussistenza di un precedente impegno professionale davanti a diversa autorità giudiziaria cui deve accordare prevalenza;

    b) ne consegue che la tempestività della comunicazione predetta va determinata con riferimento al momento in cui il difensore ha conoscenza dell'impedimento.

Allegato:

Cassazione penale sentenza 26766 2021